Lo ’intervento “infrastrutturale Aviosuperficie di Scalea. Sistema integrato delle infrastrutture di supporto alle attività produttive”, relativo alla Aviosuperficie di Scalea in Località La Bruca, costata alcune decine di milioni, approvato nel 2001, secondo il TAR e' un atto illecito per non aver, la amministrazione comunale pro tempore, formalmente notificato il decreto di esproprio.alla famiglia Fazio proprietaria della area, nel termine fissato ovvero non avendo questa operata alcuna cessione volontaria delle aree in questione. Il decreto di esproprio
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lunedì 17 giugno 2013
mercoledì 30 gennaio 2013
Aviosuperficie, sempre più dimenticata
La riforma del sistema aeroportuale italiano, fa morire le speranze di ottenere per la aviosuperficie di Scalea il rango di “scalo” che qualcuno si era immaginato per l'aviosuperficie di Scalea si spengono. E, se l'intuizione di ricreare una pista d'atterraggio che durante la Guerra mondiale aveva funzionato nei pressi di quell'area, ora quella lunga lingua di asfalto di un chilometro e mezzo, pensata anche per l'atterraggio di voli di linea, resta un'area desolata se non c'è spazio per Crotone e, addirittura si chiudono le porte a Sibari, dove la popolazione residente è
sabato 29 dicembre 2012
Aviosuperfice, che farne?!
Dopo anni di attese e di speranze andate deluse, alcuni imprenditori del settore turistico sono giunti alla conclusione che «E' necessario pensare ad una possibile riconversione di quell'area che è destinata a morire». La compagnia "Small Planet" che lascia l'aeroporto di Crotone ed i voli verso Roma e Milano e' il segnale ben preciso che le compagnie aeree non possano che contare su approdi ove il trasporto aereo ha un proprio mercato. Oltretutto la pista, costata circa ventiquattro miliardi delle vecchie lire, sembra ormai
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